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il 18/06/2009.

"Buoni genitori" di Chiara Lalli

Mercoledì 17 Giugno 2009 Chiara Lalli ha presentato, alla libreria Feltrinelli di via Vittorio Emanuele Orlando a Roma, il suo ultimo libro, "Buoni Genitori", edito da "il Saggiatore".
Hanno partecipato Giulia Weber, Claudio Rossi Marcelli e Vittorio Lingiardi.


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Postato da tycooko
il 15/06/2009.

RomaPride2009: i GLBT si dimostrano stanchi e delusi

Grande delusione per il RomaPride di quest'anno.
Alle 15:30, orario di raggruppamento dei manifestanti, Piazza della Repubblica era pressocché vuota.
Un'ora dopo, pochi minuti prima della partenza, la gente la riempiva appena per metà, come è evidente prendendo come riferimento la fontana che si trova esattamente al centro della piazza e quindi guardando questa foto.
Poche altre migliaia di persone potevano entrare lungo Viale Luigi Einaudi di fronte alla piazza, dove si erano allineati i carri.
Considerando che la piazza può contenere al massimo 40.000 persone, non saremo stati più di 30.000.
È evidente come durante il corteo, sia in via Cavour che in Piazza Venezia, molta più gente si sia unita, probabilmente raddoppiando il numero dei partecipanti.
Ma una volta giunti in Piazza Navona, una piazza che può contenere dalle 50 alle 80.000 persone (a seconda degli studi), ecco che risulta nuovamente evidente come i manifestanti si siano concentrati al centro del luogo, lasciando tutti i lati completamente scoperti, e quasi esclusivamente nella frazione tra la Fontana dei Fiumi del Bernini e la Fontana del Nettuno di Della Porta, dove si trovava il carro-palco del Mario Mieli, da cui sono stati fatti gli interventi politici finali.
Da confrontare con Piazza Navona del Pride scorso, completamente piena in ogni angolo: qui una foto da nord e qui una da sud.
Risultato: un Pride da 50-60.000 manifestanti, la metà di quelli del 2008 che pure aveva una valenza solo cittadina, come non se ne vedevano, a Roma, da tre anni a questa parte. Un buco nell'acqua totale.
Ma ora basta lamentarsi. Chiediamoci il perché di questo fallimento. Alcune possibili teorie:
  • Le polemiche con la Questura e il Comune di Roma sono state ben più pubblicizzate dell'accettazione in extremis - quattro giorni prima - del percorso del Pride.
    Era prevedibile che la gente, sapendo di poter essere caricata e/o arrestata dalle forze dell'ordine, avrebbe disertato in massa la manifestazione.
  • Nessuna novità è stata proposta dagli organizzatori. Il percorso era identico a quello che l'anno scorso non ci è andato bene e che quest'anno abbiamo accettato supinamente, con una tappa finale raggiungibile attraverso i vicoli del centro storico certamente dispersiva. Pochi carri previsti e tante polemiche, anche all'interno del movimento GLBT. Per concludere in bellezza, un documento politico davvero semplicistico.
  • Scarso appoggio dal mondo politico. È ovvio che il grado di accettazione e supporto sociale conta e su questo il nostro attuale governo ha una grave responsabilità, con un ministro delle pari opportunità e il sindaco della città in cui si svolge la manifestazione che ci disprezzano e osteggiano.
    Il PD, come al solito, è stato ambiguo.
  • Forte disillusione nella politica. Se l'anno scorso, ad appena due mesi dalla vittoria del centro-destra, c'era ancora una piccola speranza che il governo stesso o almeno l'opposizione avrebbero lottato per i nostri diritti, a un anno di distanza c'è la certezza che questo non sia avvenuto, non sta avvenendo e probabilmente non avverrà ancora per molto.
  • Virata verso destra all'interno della comunità GLBT, specialmente a Roma. Delusi dalla sinistra, i GLBT stanno tendendo verso una più rassicurante concezione conservatrice della società, persino quando gli dà contro, per il motivo per cui lo fa chiunque: dà un senso di regole, controllo, precisione, puntualità, ecc.
  • L'attuale movimento GLBT ha ormai stufato. Mai d'accordo su una linea comune, con tante piccole sigle solo in cerca di visibilità per sé, spesso più dannose che altro per la comunità.
Mancuso annuncia: "Per i prossimi due anni Roma sarà la città in cui terremo tutte le nostre manifestazioni."
Tutte tutte? E il Pride nazionale al sud? Che Mancuso sia rinsavito?
Al contrario, il Partito Democratico e i suoi elettori non sembrano fare grandi passi avanti, come dimostra questa intervista fatta poco prima della partenza del corteo a Cristiana Alicata.



(Clicca qui per le foto del Roma Pride 2009.)
(La cronaca minuto per minuto su Queer Blog.)

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Postato da tycooko
il 12/06/2009.

Il Roma Pride 2009 c'è: le tappe della via crucis

5 Aprile: Caro Aurelio, ti scrivo...
28 Aprile: Come farsi venire un collasso. Ovvero: in giacca e cravatta a Giugno
5 Maggio: Gay Pride: le alternative da destra
22 Maggio: Il rifiuto di Piazza San Giovanni è ufficialmente pretestuoso
3 Giugno: Questo non è il loro Pride (grazie a Dio)
10 Giugno: A Giugno il sole picchia forte: follie dei Radicali e del Mario Mieli

Più di due mesi di problemi ci hanno portato oggi, finalmente, alla vigilia del Roma Pride che partirà domani alle 16 da Piazza della Repubblica e proseguirà lungo Via Einaudi, Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Largo Corrado Ricci, Via dei Fori Imperiali, Piazza Madonna di Loreto, Piazza San Marco, Via delle Botteghe Oscure, Largo Argentina, Corso Vittorio Emanuele per giungere infine e Piazza Navona.
Partecipate numerosi!



Questo sarà il terzo Roma Pride documentato da Queer World.
Ecco gli articoli riguardanti le manifestazioni degli scorsi anni: il Roma Pride 2007 (di valenza nazionale; 400.000 partecipanti) e il Roma Pride 2008 (cittadino; 100.000 partecipanti).

P.S.: non dimenticate il Queer Pride!

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Postato da tycooko
il 10/06/2009.

A Giugno il sole picchia forte: follie dei Radicali e del Mario Mieli

Visti i magri risultati ottenuti con i suoi svariati scioperi della fame, della sete, del sonno e dell'andare di corpo, quel grande stratega che è Marco Pannella tenta nuovamente di attirare l'attenzione su di sé facendosi del male:
Vogliamo rilanciare il progetto della Rosa nel Pugno, con tutti i laici, democratici, socialisti e liberali che lo vorranno. Con il coinvolgimento del movimento ambientalista potremo tornare anche a far vivere il "Sole che ride".
Nell'insolito ruolo di compagno degli zombie, ce la farà Resident Evil-Pannella a fare pietà agli elettori? Devo dire che con me sta già funzionando.
Credo prenoterò un biglietto per Chianciano per assicurarmi che non si si sia fatto un ciuffo nero davanti agli occhi e non inizi a tagliarsi le braccia durante il congresso.

E dato che le buone notizie non vengono mai da sole, comunico che anche quest'anno la partita a scacchi per Piazza San Giovanni a Roma è stata vinta dall'amministrazione di destra: il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli ha accettato senza repliche la "gentile concessione" - appena quattro giorni prima - di Piazza Navona come conclusione del corteo del Roma Pride 2009, la stessa piazza che l'anno scorso venne concessa appena quarantotto ore prima (!) sempre dopo aver negato Piazza San Giovanni.
Andando avanti nella nostra battaglia (..."testardamente"...), avremmo vinto in entrambi i casi: sia se la Questura non avesse autorizzato il percorso e magari la polizia ci avesse pure caricato (dimissioni forzate di Alemanno 2, massimo 3 giorni dopo) sia se si fosse arresa e avesse desistito dal suo braccio di ferro dannoso e senza senso. Ma vabbè.
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Postato da tycooko
il 08/06/2009.

"Non penserai mica che lo diciamo" ...mica siamo giornalisti!

Inoltro da Fuorionda News:



(Clicca qui per i risultati delle elezioni europee 2009.)

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Postato da tycooko
il 07/06/2009.

Notizie Gay n'est pas de droite. Ceci n'est pas une pipe.

In un articolo, la redazione di Notizie Gay ha tenuto a dichiarare la propria preferenza politica (ma non erano "un gruppo di lavoro che politicamente non può riconoscersi in nessuna opinione politica"?).
Il redattore simpatizza per il clericale Nichi Vendola, che mai ha speso una parola su aborto, fecondazione assistita o eutanasia (al contrario di Ferrero), probabilmente perché vicino alla visione vaticana e comunque in perenne equilibrio tra sinistra radicale e sinistra moderata, e che ha candidato Imma Battaglia, con dichiarate simpatie di destra. Il nostro redattore ha però deciso di votare quel partito ostaggio dei catto-comunisti che è il PD, unito esclusivamente da un inutile anti-berlusconismo (ma con tanti amici di Berlusconi, come D'Alema).
Anche altri tre in redazione voteranno i servi del Papa capitanati dal margheritino Franceschini (la cui prima dichiarazione una volta preso l'incarico fu che non esiste l'ingerenza vaticana nella politica italiana, forse con l'intenzione di citare il proprio predecessore, Veltroni).
Un altro voterà IDV, partito di destra misteriosamente accorpato alla sinistra.
Uno o addirittura due superstiti voteranno Radicali.
E così sappiamo che il 70% della redazione di Notizie Gay è fondamentalmente di destra e contro la piena cittadinanza e parità di diritti per le persone GLBT in Italia.
L'articolo continua con quella che sembrerebbe essere una risposta alla questione Pride che ha visto coinvolta proprio la suddetta redazione e che Queer World ha tempestivamente notificato:
Sono giorni che ci viene posta questa domanda: ‘E’ vero che considerate il pride una carnevalata?’ La nostra ultima risposta è stata che sarebbe ormai ora di dare una svolta al volto dei pride e che da parte nostra, pur criticandolo anche con toni accesi. ‘gira e rigira, partecipiamo tutti’.
Cioè: siamo buoni solo a criticare, ma tanto alla fine è tutto fumo e niente arrosto. Un'onestà intellettuale degna di Ratzinger e della sua cricca!
Fa quasi tenerezza la non-risposta data su Facebook a Saverio Aversa, che voleva vedere se ci fossero idee dietro gli sbuffi e gli ondeggiamenti di ventaglio:
Sì, amici. È ora di dare una svolta non necessaria. E anche di chiamare il CIM, Centro Igiene Mentale.
A Notizie Gay ha risposto lo scrittore e professore Sciltian Gastaldi:
(Per leggere la conversazione di cui parla Sciltian, cliccate qui.)

L'articolo pubblicato su Notizie Gay è dunque una facciata bugiarda per evitare di rispondere, a cui è seguito questo simpatico scambio di battute:

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Postato da tycooko
il 03/06/2009.

Questo non è il loro Pride (grazie a Dio)

Ultimo comunicato stampa del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli:
...anche la nuova richiesta del Circolo Mario Mieli di poter effettuare il percorso del RomaPride (da Piazza della Repubblica a Piazza Navona) ha ricevuto un secco “niet” da parte della Questura di Roma, cause l’eccessivo tempo di chiusura delle strade adiacenti al percorso e la presenza di imprecisati obiettivi istituzionali e di personalità nella zona di Piazza Venezia.
(...)
il Mario Mieli si vede costretto quindi a presentare ricorso legale al Tar e al Presidente della Repubblica contro i provvedimenti della Questura...
Come mai il fascista con la celtica al collo vuole impedire a tutti i costi lo svolgimento del Roma Pride di quest'anno, portando Roma ai livelli di civiltà di Bucharest e Mosca e allontanandola sempre di più da Berlino, Madrid, Parigi o Londra?
Il mistero si dissipa leggendo il documento politico del Roma Pride 2009 (a proposito, Arcigay Roma e DGP firmeranno quest'anno? Mica c'è la parola "testardamente"):
“Liberi tutti, libere tutte” rivendica l’antifascismo, l’antisessismo e l’antirazzismo quali elementi indispensabili e centrali per ogni lotta di liberazione e ribadisce il proprio carattere pacifico e di lotta alla violenza in tutte le sue forme, affermando la sua vocazione contro ogni forma di totalitarismo, sia esso teocratico, economico, politico o sociale.
Ah! Che manifestazione blasfema e oscena, almeno per gli occhietti a spillo del nostro sindaco e per i suoi simpaticissimi supporter(s).
E mentre Obama proclama Giugno "mese dell'orgoglio GLBT", il nostro movimento (almeno quello online) rema contro l'unica manifestazione per la nostra libertà di espressione che commemora gioiosamente i Moti di Stonewall.
E due! A quando Gay.tv che mette in sottofondo sulle proprie pagine Faccetta Nera?
Ad ogni buon conto, avrei dovuto immaginarlo...
Informo i lettori (e chiunque sia interessato alla mia incolumità) che questo blog aderisce a pieno alla proposta di Sciltian Gastaldi, per altro da sempre sostenuta personalmente in passato.

Ma ora basta con le questioni tristi! Andate a consultare le proposte culturali di Arcigay dedicate ai più piccini: cliccate su eurogayway.org, il "sito europeo per giovani glbt". Giovani...ma prematuri, eh!
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Postato da tycooko
il 03/06/2009.

Bullismo omofobico: il male sommerso

Un articolo pubblicato ieri su Pink News mi ha messo la pulce nell'orecchio: il 64% delle violenze omofobiche nell'Irlanda del Nord non vengono denunciate.
Quanti saranno, in Italia, i casi di bullismo che colpiscono gli adolescenti gay e lesbiche e che non vengono denunciati? Ho provato a fare alcuni calcoli.
L'ultimo censimento generale Istat della popolazione italiana risale al 2001. Avendo come riferimento il numero di residenti per varie fasce d'età e calcolando approssimativamente quale percentuale per ogni fascia frequenti un corso di studi, abbiamo che gli studenti dai 10 ai 19 anni in Italia sono circa 5.341.581.
Se gli omosessuali in Italia, secondo una recente ricerca Eurispes, sono circa 5 milioni (l'8% della popolazione) e sul totale di lesbiche e gay i giovani fino ai 19 anni sono una percentuale imprecisata che possiamo stimare come minimo al 12%1, abbiamo che i giovani omosessuali italiani siano almeno 600.000 individui. Di questi, 560-570.000 studia (secondo la media nazionale di frequentazione di un corso di studi).
In Italia, 25 ragazzi su 100 subiscono atti di bullismo a scuola, vale a dire che di tutti i nostri studenti 1.335.395 sono vittime di bullismo.
Secondo il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro, il 18,1% di queste vittime (241.706 studenti italiani) sono lesbiche o gay, vale a dire il 42-43% degli adolescenti omosex italiani.
Questo vi fa rendere conto che, se tutti i casi di bullismo omofobico fossero correttamente denunciati, noi dovremmo sentir parlare di almeno 2.000...1.000...non meno di 500 casi all'anno (i più gravi, magari)!
E invece quanti casi si contano ogni anno?
  • Nel 2007, furono riportati 4 casi di bullismo omofobico
  • Nel 2008, furono riportati 5 casi di bullismo omofobico.
  • Da Gennaio 2009, sono stati riportati 3 casi di bullismo omofobico.
Combattiamo questa piaga il prima possibile. Le conseguenze, purtroppo, sono gravi, come riporta un dossier sull'argomento dell'Enciclopedia Italiana Treccani:
«Il bambino identificato come omosessuale che rimane vittima di episodi di bullismo andrà incontro a rischi a breve e lungo termine di natura diversa: comportamenti di ritiro come l’abbandono scolastico, autoemarginazione e isolamento, alterazioni nella sfera affettivo-relazionale, problemi psicosomatici, depressione, ansia, insonnia, comportamenti autodistruttivi fino al suicidio».

1
Nella ricerca nazionale Modi di realizzata nel 2005 da Arcigay e Arcilesbica in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità su un campione di 6774 individui (il più numeroso di lesbiche e gay in Italia) si dice che le femmine e i maschi omosex fino ai 25 anni siano il 32,8% del totale.
La ricerca nazionale Omosessuali moderni presentata dai sociologi dell'Università di Bologna Marzio Barbagli e Asher Colombo nel 2007 (la nuova edizione, dopo quella del 2001) su un campione di 3502 individui prova che già a 12-13 anni possa iniziare, per i ragazzi, l'attrazione per le persone del loro stesso sesso.
Ciò significa che quel 32,8% nella ricerca Modi di è formato da 14 fasce d'età (dai 12 ai 25 anni) che "pesano" 2,3 punti percentuali a testa. Dunque lesbiche e gay dai 12 ai 19 anni costituiscono il 18,4% del totale.
Sempre su Omosessuali moderni, una tabella che riporta il numero dei frequentatori del circuito dei locali e delle associazioni legate ad Arcigay e Arcilesbica secondo la classe d'età riporta che tra il 1999 e il 2001 i 18-19enni costituivano il 2%, mentre tra il 2005 e il 2006 erano l'1%. Media tra le due percentuali: 1,5%, cioè i giovani omosex dai 12 ai 19 anni sarebbero poco più del 6%.
Però c'è da considerare che già la "scena" GLBT non è così estesa a livello nazionale (circa 1000 tra pub, discoteche, battuage, librerie, saune, cruising, sedi di associazioni, ecc.), in più il numero si riduce ulteriormente se prendiamo in considerazione (come la tabella descritta) solamente i luoghi legati al circuito Arci. Quindi non parliamo di posti in cui va il 100% dei giovani gay in Italia, anzi, molti ne sono spaventati prima della maggiore età.
Media tra 18,4% (forse esagerato) e 6% (forse modesto): 12,2%.
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Postato da tycooko
il 02/06/2009.

Integralisti invasati: la soluzione definitiva

Internet è il regno internazionale della libertà di pensiero ed espressione. Su questo media non è difficile trovare siti che negano l'esistenza dell'Olocausto o dell'AIDS o che vorrebbero riportare la percezione dell'omosessualità indietro di un secolo.
L'ultima battaglia ideologica è di solito portata avanti da integralisti invasati che condividono tutti due caratteristiche:
  • non riescono a nascondere il proprio odio e disgusto per gli omosessuali, che traboccano da ogni riga ad iniziare dall'uso di termini quali "sodomiti" o "invertiti".
    Ciò permette a chiunque abbia un minimo di lucidità mentale superiore alla loro di smascherare il loro unico intento: gettare fango e distruggere;
  • hanno uno o più guru; personaggi imprensentabili che sono considerati dei buffoni mentecatti da tutti gli uomini di cultura del mondo, ma che loro venerano come "geni incompresi" (Joseph Nicolosi e Gerard Van den aardweg in primis).
In passato sono caduto anch'io nella trappola di dare importanza a questi poveretti disperati e fomentati, facendo il loro gioco.
Rappresentativo è il caso del post che ho scritto in risposta a Starsandbars, uno dei curatori del blog omo-transfobico di estrema destra "Secondo Natura".
Starsandbars si era limitato a copiare e incollare sul proprio blog la "pappa" che aveva già trovato bell'e pronta, vale a dire una sequela di accuse infamanti contro gli omosessuali spacciate per assunti scientifici; il testo pare girasse per la rete già da un bel po' e gli omofobi se lo passavano a vicenda.
Non posso citare tutte le cazzate del testo copiato da Starsandbars, ma tra le "perle" c'era quella secondo cui gli omosessuali siano più tendenti degli eterosessuali ad avere malattie al retto (questo era totalmente campato per aria e supposto con molta fantasia) e che all'interno delle coppie omosessuali viga un rapporto di dominazione psicologica che vede il partner con AIDS (che ovviamente c'è sempre in una coppia gay) minacciare l'altro con la paura della diffusione del virus. Praticamente gli omosessuali non conoscono l'esistenza del 112.
Quando ho risposto punto per punto, su Queer World, all'articolo copiato da Starsandbars, mi sono reso conto dell'incomunicabilità con un individuo simile.
Parlo di MAGGIORANZA, ripeto, ed in questo caso il 21,6 % rappresenta la cifra più alta, con 101-500 partners. Poi abbiamo un gruppo minimo di 2,7 % monogami.
(...)
Tasso di fedeltà coppie gay.L’ ho appena scritto: nell’ inchiesta per gli arzilli vecchietti risulta il 2,7.
Cioè Starsandbars confonde monogami con fedeli e sessualmente promiscui con infedeli.
Un altro suo commento, in cui imputava al femminismo la violenza sulle donne, mi ha convinto a cessare ogni dialogo con lui.
In quell'occasione, puntuale è stato il commento di Giovanni Dall'Orto (da notare i finti nomi degli scrittori):
In conclusione, tu mi stai sprecando tempo ed energie che potresti usare meglio per altre battaglie, in una discussione "scientifica" con gente che dice che la terra è piatta, e la prova è che sono stati rapiti dagli alieni e gli alieni glielo hanno dimostrato, come dimostrano i seguenti testi:
* Pink Pallin, "Ravished by Aliens", pagina 21",
* Mr Nobody, "Aliens told me" pagina 41",
* Neverheard Before, "Flat Earth and pricky mountains", pp. 31-33,
e soprattutto il testo fondamentale, vera autorità in materia,
* Jenesuis Personne, "Ma vie chez les ET", capitoli 7 ed 8, che dimostra che ben l'89% dei rapiti da alieni hanno avuto quella inequivocabile informazione, il che costruisce una prova schiacciante e indiscutibile.
E quindi? Li si ignora perché sono pazzi? Forse sì, o in alternativa gli si domanda come questa mole di dati incontrovertibili che proverebbero la natura maligna degli omosessuali riesca a combaciare con la convinzione dei nostri integralisti che omosessuali si diventi e non si nasca.
E sì, perché o omosessuali si nasce, e dunque si possono enunciare una serie di "caratteristiche tipiche" dell' "omosessuale" come soggetto dall'anatomia, dalla psicologia, dalla fisionomia, ecc. tutte proprie e peculiari, oppure omosessuali si diventa e allora NON ESISTONO CARATTERISTICHE TIPICHE dell'omosessuale-tipo, perché non esiste l'omosessuale-tipo!
Solo che se affermassero che omosessuali si nasce, manderebbero in vacca tutta la propria battaglia, mentre se affermassero che omosessuali si diventa, delegittimerebbero queste ricerche.
Ecco, gli avete appena tappato quella boccaccia per sempre!

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il 31/05/2009.

Napoli: dopo 12 anni, in 5000 a manifestare

Comunicato stampa del Comitato per il Napoli Pride:
Un grande corteo arcobaleno ha attraversato Napoli dopo 12 anni nel centro della città.
Gay, lesbiche, trans, studenti, lavoratori e precari, tutti e tutte figli e figlie di Napoli hanno sfilato gridando a squarciagola Liberi Tutti Libere Tutte - Parità, Dignità, Laicità.
Napoli non vedeva da troppo tempo una manifestazione per i diritti LGBT come questa, da oggi si cambia, promette Carlo Cremona (a nome del Comitato Pride).
Napoli ha bisogno di momenti pubblici importanti per la crescita e la consapevolezza di tutte e tutti. Negare questa legittimità è sbagliato e non accadrà mai più affermano le associazioni.
Le prove di dialogo con i collettivi universitari hanno prodotto qualche polemica fisiologica, ma la Libertà di Tutte e Tutti è stata garantita senza scontri.
Napoli, ha dichiarato Salvatore Simioli dal palco (con alle spalle Giordana Curati e Carlo Cremona), si candida ad un Pride Nazionale.
Giordana Curati è molto soddisfatta per la presenza delle lesbiche e delle tante donne alla manifestazione e si è resa disponibile alla costruzione di un percorso unitario che porti Napoli ad una candidatura in sede Nazionale di Arcilesbica e del movimento LGBT.
Le tre associazioni hanno salutato la piazza dando appuntamento all’anno prossimo!

(Qui l'album Flickr dell'associazione iKen Onlus con anche le foto del Pride partenopeo.)

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il 27/05/2009.

Matrimoni gay in California, omofobi-omofili: 4-3

Argomenti: estero, matrimoni
Vita dura per le coppie omosessuali della California.
Qui di seguito sono riportate in breve tutte le battaglie politiche e legislative finora condotte tra omofili e omofobi nello Stato americano.

Omofobi-omofili: 1-0. Un referendum rende illegali i matrimoni gay.
Nel 2000 l'elettorato californiano approvò un referendum con cui si stabiliva che soltanto i matrimoni tra uomini e donne sarebbero stati riconosciuti legalmente.

Omofobi-omofili: 1-1. San Francisco rilascia licenze matrimoniali.
Nel Febbraio del 2004 il sindaco di San Francisco Gavin Newsom decise di sfidare la legge ritenendola non costituzionale, celebrando 4000 matrimoni tra coppie dello stesso sesso.

Omofobi-omofili: 2-1. La Corte Suprema ferma i matrimoni.
Un mese dopo la Corte Suprema lo fermò e ad Agosto annullò i matrimoni sostenendo che il sindaco non aveva l'autorità per andare contro la legge californiana.

Omofobi-omofili: 2-2. La Corte Suprema si pronuncia a favore dei matrimoni gay.
Ventitré coppie gay e il comune di San Francisco fecero ricorso, promuovendo un'azione legale conclusasi il 15 Maggio 2008 con il pronunciamento positivo da parte della Corte (la legge entrò in vigore un mese dopo): "Limitare la definizione di matrimonio a un'unione tra un uomo e una donna" scrisse nella motivazione il presidente del collegio, Ron George "è anticostituzionale e questo passaggio deve essere eliminato dal testo legislativo".

Omofobi-omofili: 3-2. La Proposition (H)8 abolisce nuovamente i matrimoni omosex.
Il 4 Novembre 2008 il 52,1% degli aventi diritto ha votato a favore di un referendum abrogativo chiamato Proposition 8, provocando così l'abolizione di fatto del diritto di matrimonio per le coppie dello stesso sesso.
In quasi 6 mesi, 18.000 coppie omosessuali avevano contratto matrimonio in California (tra cui alcune formate da celebrità, come l'attrice e conduttrice tv Ellen Degeneres e la moglie Portia De Rossi).

Omofobi-omofobi: 4-3. Sì alla Prop8, ma anche ai matrimoni già contratti.
Oggi, dopo l'ennesimo ricorso delle associazioni GLBT californiane, la Corte Suprema prende una duplice e controversa decisione: la Proposition 8 è valida, ma lo sono anche i 18.000 matrimoni contratti fino a quel momento.

La California è uno dei più grandi e rilevanti Stati USA.
È lo Stato più popoloso del Nord America: ci vive il 12 percento della popolazione statunitense.
Al suo interno ha sede la più popolata Contea degli Stati Uniti: la Contea di Los Angeles; ma anche la famosa Silicon Valley, Hollywood e ovviamente la libertaria San Francisco.
Economicamente parlando, se fosse indipendente sarebbe l’ottava potenza mondiale.
La Corte Suprema della California è la massima Corte dello Stato.
È notoriamente una delle Corti più rispettate e ascoltate d’America. Se si vince lì, nel giro di poco si vince dappertutto negli Stati Uniti con immaginabili conseguenze a livello globale.
Sessant’anni fa la Corte Suprema della California fu la prima Corte Suprema americana a mettere fine alla discriminazione razziale nel matrimonio: la famosa sentenza nel caso Perez v. Sharp fu la prima sentenza suprema a legalizzare i matrimoni tra persone di razza diversa.
Entro qualche anno i matrimoni tra persone di razza diversa divennero legali dappertutto in America grazie anche al pronunciamento della Corte Suprema USA (vedi Loving v. Virginia).
Per ora, gli stati USA che riconoscono alle coppie omosessuali il diritto di sposarsi con rito civile sono cinque: Massachusetts (dal 17 Maggio 2004), Connecticut (dal 12 Novembre 2008), Iowa (dal 3 Aprile 2009; effettivo dal 27 Aprile 2009), Vermont (dal 12 Aprile 2009; effettivo dal 1° Settembre 2009. Il Vermont fu il primo stato a riconoscere le unioni civili nel 2000) e Maine (dal 6 Maggio 2009; effettivo dal 14 Settembre 2009).
Ben 14 stati USA hanno invece legiferato sulle unioni civili, tra cui la combattuta California.

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il 26/05/2009.

"Guida a..." ...gli integralisti invasati.

Malvenuti! Dopo un anno di silenzio in cui è mancata solo a mia madre, questa rubrica riapre i battenti, promettendo da subito di attirare l'attenzione dei miei amati lettori, ma con un occhio di riguardo anche per le querele e le minacce di morte nei vicoli ciechi.
Per questo ritorno in grande stile (mi sono infilato il tanga delle occasioni importanti), ho deciso di trattare un argomento sentito e utile a tutti, rendendo istantaneamente questa guida indispensabile come un dildo cosparso di 'nduja ad una riunione di incazzatissime lesbiche separatiste in cui vi siete catapultati per sbaglio mancando di tanto così l'entrata del cinema.
L'argomento in questione sono gli integralisti - o "fondamentalisti" - invasati di ogni risma: i "killer di Cristo", ferventissimi cattolici con la Verità in tasca; gli xenofobi con la bava alla bocca delle ronde per la pulizia etnica, latenti assassini di Rom e Sinti; gli omofobi fissati e rabbiosi che re-introdurrebbero una legge contro la sodomia.
Che vogliano rallentare la laicità, la multiculturalità o la civiltà dello Stato nella loro guerra già persa contro la modernità, sempre integralisti invasati sono, e ora andrò a introdurvi ad alcune basilari e semplici regole per capire la loro mentalità e dialettica, di modo che siate sempre in grado di affrontare queste misteriose bestiole o almeno di non farvi rovinare la giornata.

Regola numero uno: c'è sempre qualcosa da salvare.
Gli invasati, come tutti i razzisti, vivono nella più ferma e sincera convinzione di avere la verità, la giustizia e la ragione dalla propria parte e che chiunque tenti di persuaderli che sembrano fatti in fabbrica e che dicono cazzate campate per aria (tipo "I Rom rapiscono i bambini!" o "Eluana è stata giustiziata!") costituisce una minaccia alla loro integrità.
Non solo: sani, forti e giusti quali credono di essere, si sentono dei supereroi giunti fino a noi per salvarci dall'immoralità (inutili i tentativi di rispondergli "No, grazie, fatevi i cazzacci vostri, che io penso ai miei": tenteranno di salvarvi da voi stessi), per cui i loro discorsi hanno sempre un retrogusto perbenista e dolciastro di pietà verso gli altri, con frasi del tipo: "Dobbiamo ricondurre questa società malata verso... [obiettivo positivo e luminoso a vostra scelta]". Non importa che la "società malata" lo voglia o meno, così è stabilito in un libro scritto 2000 anni fa da sconosciuti caprari mitomani di cui gli sono stati letti alcuni estratti accuratamente selezionati da preti ovviamente obiettivi e al di sopra delle parti.

Regola numero due: asserviti all'autorità finché è dalla loro parte.
Quando una persona a cui vengono riconosciuti un certo rispetto e autorevolezza in un dato campo parla a favore degli integralisti invasati o dice qualcosa che possa essere rigirato a loro favore, questi si sbrigheranno a strombazzare la cosa ai quattro venti, mostrandola su tutte le emitenti televisive possibili e pubblicandola su tutti i giornali, come prova della fondatezza delle loro follie.
Quando al contrario un personaggio autorevole e colto sostiene tesi contrarie a quelle degli invasati, questi ultimi non proveranno nemeno a confutare il suo pensiero, sostenendo semplicemente che le sue parole non hanno alcun valore in quanto egli appartiene alla "squadra nemica" (esempio: è un "omofilo", è un "laicista" anticlericale, ecc.).

Regola numero tre: non ho sbagliato io, hai capito male tu.
Tecnica dialettica per far avere sempre torto all'altro, anche quando ha ragione: se l'invasato sostiene che l'interlocutore abbia detto una data cosa e il diretto interessato dimostra che non sia così, l'invasato risponderà prontamente che l'interlocutore si è spiegato male.
Similmente, se l'invasato propone argomentazioni che si dimostrano inesatte, egli sosterrà che gli altri non hanno capito cosa volesse dire o fingerà di spiegare meglio il suo punto, cambiandolo radicalmente.

Regola numero quattro: sfruttare le ambiguità della lingua a proprio favore.
Un invasato cattolico e omofobico che sostenga l'infedeltà delle coppie gay, non dovrà fare altro che riportare delle statistiche che provino semplicemente la promiscuità sessuale dei singoli uomini gay.
Non importa dimostrare che quei soggetti fossero in coppia o meno al momento dei rapporti occasionali: un invasato cattolico vi dirà che "promiscuità" e "infedeltà" sono due concetti che collimano. Almeno nella sua testa.

Regola numero cinque: quando le cose si mettono male,
inventarsi una scappatoia indimostrabile.

"Le coppie di fatto sono più fragili di quelle sposate!" "Le statistiche dicono che la metà delle coppie sposate divorzia..." "Non quelle cattoliche!"
"Gli omosessuali sono più promiscui degli eterosessuali!" "Milioni di eterosessuali vanno a prostitute..." "Non quelli cattolici!"
Sarà vero? Boh, chi lo sa! Ma che importa, poi?

Regola numero sei: moralizzare le parole dell'avversario.
Tecnica retorica spesso usata dai fondamentalisti cattolici. Se non sai che rispondere, non rispondere! Basta dire che l'interlocutore stia dicendo cose tanto brutte e cattive e che poi Gesù piange.
"Le donne hanno il diritto di decidere per il proprio corpo. Prima della legge che ha regolamentato l'aborto, esistevano solo le mammane che arrischiavano la vita di milioni di donne disperate."
"Quel che dici è disgustoso! Tutti quei poveri bambini assassinati...un diritto? Ma non hai un cuore?"

Regola numero sette: lamentare terribili tragedie se non verranno accontentati.
Non ne hanno alcuna prova, e anzi la storia gli ha sempre dato contro (il voto alle donne non ha eliminato o sminuito il voto degli uomini, le scuole interraziali non hanno elimanato o sminuito l'educazione dei bianchi, la regolamentazione dell'aborto non ha eliminato o diminuito le nascite e così via), ma gli integralisti invasati sono convinti che il mondo sia sull'orlo di una drammatica apocalisse che distruggerà tutto il creato se solo tutti i loro dogmi non verranno imposti ai 7 miliardi di abitanti di questo pianeta.
Esempio: "Di questo passo, si sposeranno anche le scimmie!"

Queste poche e semplici regole ne insegnano una ancora più semplice: gli integralisti invasati avranno sempre una risposta da darvi, perché lo scopo dei loro discorsi non è dialogare portando la propria opinione al dibattito, bensì replicare fino allo stremo delle (vostre) forze, fermandosi solo quando l'avranno vinta, cioè quando avranno spappolato le palle del malcapitato di turno. In fondo: lo fanno per il bene dell'umanità, no?

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Postato da tycooko
il 25/05/2009.

Corruzione Mills: i servi dei servi

Nel 1998-99, Silvio Berlusconi, il vostro Presidente del Consiglio, corruppe il suo ex consulente David Mckenzie Mills nei processi Guardia di Finanza e All Iberian, comprando il suo silenzio con 600.000 dollari, di modo che l'ex consulente britannico non nominasse il Cavaliere, coinvolgendolo.
Non appena la notizia delle accuse al marito giunse in Gran Bretagna, Tessa Jowell, moglie di Mills ed ex ministro del Governo Blair, venne messa sotto inchiesta per fugare ogni dubbio su un suo possibile coinvolgimento nella vicenda. Ovviamente questo significa che, se fosse stato provato un suo coinvolgimento, Jowell sarebbe stata costretta a dimettersi.
Altra sensibilità, quella inglese, come dimostra questo articolo della BBC tradotto dal blog Life of a Misfit (attenzione al primo commento: "un’altra cosa interessante è che a denunciare Mills è stato il suo stesso commercialista… Cosa che in Italia sarebbe inconcepibile poiché la figura del commercialista, invece di essere quello che ti calcola e paga le tasse, è quello che ti aiuta ad evaderle…").
Altra sensibilità, perché il riconosciuto corruttore (già a capo del Milan, della Mediaset, della Mondadori, ecc.) siede ancora in Parlamento. Come perché? Semplice! Perché ora, grazie al Lodo Alfano approvato poco tempo fa da questo governo di centro-destra, il Presidente del Consiglio è improcessabile, intoccabile.
Esatto amici: può anche corrompere testimoni, essere colluso con la mafia, nascondere montagne di soldi sporchi nei paradisi fiscali...può fare tutto questo e ancor di più - e in effetti lo fa - e nessuno, fino alla fine del suo mandato (che, grazie agli Itaglioni, dura sempre di più) può dirgli nulla.
Del resto, è proprio per questo che esiste il Lodo Alfano, tanto poi, passato un pochino di tempo, c'è la prescrizione.
Di seguito, la notizia della condanna a quattro anni e sei mesi per Mills distorta dai nostri mezzi di disinformazione di massa. Da notare come, avanzando dal Tg1, al Tg2, al Tg3, ecc., le nozioni e le parole usate siano sempre più ambigue e inesatte, fino a giungere all'apice con Studio Aperto.




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Postato da tycooko
il 24/05/2009.

Per non essere etichettati come fascisti nostalgici

Argomenti: politica, video, lega nord
L'altra sera stavo vedendo Tetris, su La7. La puntata riguardava l'immigrazione e il razzismo in Italia. Tanti ospiti illustri, tra cui l'attore e scrittore Paolo Villaggio e il filosofo Gianni Vattimo (gay dichiarato e candidato alle Europee con IDV). Tanti ospiti meno illustri, tra cui i due leghisti Matteo Salvini (assurto pochi giorni fa agli onori delle cronache per la sua proposta di adottare in Italia l'apartheid degli Stati Uniti degli anni '50) e il signore che, nel video sottostante, ci spiega come mai la Lega Nord sia solo un pretesto, una scusa, una trappola per le allodole, un fantoccio, un cavallo di Troia e quale sia il vero scopo del movimento populista, campanilista, razzista, xenofobico e omo-transfobico attualmente al governo grazie al "liberale" Berlusconi e al suo "liberale" PDL.



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Postato da tycooko
il 22/05/2009.

Il rifiuto di Piazza San Giovanni è ufficialmente pretestuoso

«La processione partirà per le sette della sera, da via Merulana poi via Machiavelli, piazza Dante, via Tasso, via Fontana e di nuovo via Merulana. È il nostro percorso da sempre. Se la loro manifestazione non entra nelle nostre strade, nessun problema».
A parlare è frate Fernando Campagna, il padre guardiano della comunità di frati minori che ogni anno il 13 giugno organizza la processione per Sant’Antonio, quella che, a detta della Questura di Roma supportata dal sindaco Gianni Alemanno, sarebbe il motivo del rifiuto di Piazza San Giovanni come conclusione del percorso del Roma Pride di quest'anno.
«Il nostro motto è 'pace e bene'.» continua il frate «Poi, certo: far incontrare le due manifestazioni potrebbe urtare la sensibilità di alcuni che parteciperanno alla nostra processione. Ma, come ho già detto, noi non entreremo in piazza San Giovanni».
Adesso nulla più ostacolerebbe l'entrata dei carri e delle centinaia di migliaia di manifestanti nella piazza davanti alla Basilica...oppure no?
Ciò che è certo è che Rossana Praitano, a capo del Comitato Organizzatore del Roma Pride 2009 in quanto presidente del Circolo Mario Mieli di Roma (organizzatore ufficiale dell'evento e membro dell'Epoa, la European Pride Organizers Association), può adottare la strategia che pare abbia scelto quest'anno: "Il Mieli ha rifiutato le alternative, mortificanti e totalmente impossibili viste la estrema brevità dei percorsi e la limitatezza degli spazi di arrivo, e denuncia la situazione paradossale, chiamando anche in causa direttamente il sindaco Alemanno" aveva dichiarato Praitano in un recente comunicato stampa.
Coraggio e polso fermo. Riconoscere oppositori e politici come interlocutori, ma non padroni.
Praitano sembra una persona educata e discreta, ma evidentemente non sorda: l'anno scorsa è stata criticata "dall'interno" per non essere riuscita a tenere testa alla Questura di Roma e al sindaco Alemanno in quella che si era delineata come una partita a scacchi per ottenere Piazza San Giovanni, partita che il Mieli ha abbandonato senza neanche lottare.
La debolezza politica era stata tanto più evidente in seguito alle coraggiose dichiarazioni del Comitato Catania Pride 2008 che si era trovato ad affrontare, poche settimane dopo il Pride di Roma, la stessa situazione col rispettivo sindaco (anch'egli di AN): "il corteo non si fermerà davanti ad alcun ostacolo e giungerà, COMUNQUE, a Piazza Università, assumendosi, pertanto, il Comune la chiara responsabilità di ogni eventuale accaduto.
NOI NON CI FERMEREMO NE' CI FERMERANNO."
Adesso staremo a vedere se il braccio di ferro con la Questura e il Comune sortirà effetto.
In questo momento Rossana e il Mieli hanno bisogno di maggior supporto possibile, ma sembra che, come al solito, "la potente lobby gay", sempre in perenne polemica e lotta intestina, anziché compattarsi sforna gruppi come questo qui su Facebook, chiamato "Questo non è il mio pride!!". E già mi soggiunge il parere al riguardo del popolo di Milazzo...

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